“Per sempre sì”. Purtroppo.

Cominciamo da un cavallo. Un animale nobile e bellissimo, il più scolpito nell’immaginario umano: da Messina a Dumančić, a Géricault. E poi c’è Bocelli, che pensa che il cavallo lo elevi, senza capire che è lui ad abbassare il cavallo. Usare il sublime come scenografia è un atto di esproprio, così come trasformare un animale sacro in fondale televisivo è irriverenza. Quello che abbiamo visto … Continua a leggere “Per sempre sì”. Purtroppo.

Noi crediamo in Dio ma Dio non crede in noi.

Sulla natura asimmetrica della Fede e sul silenzio dell’Assoluto C’è una disarmonia che smonta l’architettura consolatoria su cui molte fedi si reggono. Noi crediamo in Dio, ma Dio non crede in noi. Non è un’affermazione atea. È, semmai, la sua esatta contraddizione. Credere in qualcosa significa avere bisogno di quella cosa come punto fermo. Si crede in ciò che non si vede, in ciò che … Continua a leggere Noi crediamo in Dio ma Dio non crede in noi.

NULLA PRECEDE LA MADRE

-di Michele Caccamo- Siamo stati accolti in un corpo che ci ha preceduti, che ci ha fatto spazio; che ci ha contenuti nella sua pienezza. Non vi è idea, relazione, forma, che non tragga origine da quel primo gesto di ricevimento. La madre è ciò che anticipa il linguaggio, dove lei è negata l’identità di disgrega, la civiltà si indebolisce, l’infanzia si svuota. Dove è … Continua a leggere NULLA PRECEDE LA MADRE

Pasqua. Lo Spirito che permane.

La resurrezione è un’irruzione dello Spirito. -di Michele Caccamo- Cristo non fu restituito alla vita biologica, non risorse per rianimare un corpo, ma per rivelare l’invisibile, l’incorruttibile, l’essenza da cui si origina ogni forma. La carne è effimera, transitoria, corruttibile, seducente. Non può essere sottratta all’evento della morte, appartiene alla misura del tempo. L’uomo è consapevole di essere solamente una funzione, per questo crocifigge ciò … Continua a leggere Pasqua. Lo Spirito che permane.

L’arte del sottrarsi

-di Michele Caccamo – Siamo troppo pieni per custodire il profondo, il fragile, l’essenziale. Troppo attraversati da parole, stimoli, richieste. Il mondo ci reclama, ci attira in un vortice che ci strappa dal centro di noi stessi. A volte è necessario fermarsi, riconciliarsi con ciò che siamo. Trovare un modo per tornare a sentire senza dover dire. Serve disarmarsi, restare senza ruoli, senza funzioni. Togliere … Continua a leggere L’arte del sottrarsi

Scrivere è pregare.

Il romanzo come atto mistico – di Michele Caccamo – Non si arriva a Dio per spiegazione ma attraverso un denudamento. Allo stesso modo, non si arriva al senso autentico di un romanzo tramite la trama ma attraverso il suono del suo linguaggio. Viviamo in un tempo in cui, alla narrativa, si chiede di essere una struttura, un arco, un percorso, una funzione. Tutto deve … Continua a leggere Scrivere è pregare.

Settantadueore, per il culto dell’assenza

di Michele Caccamo – Hanno tracciato il tempo della solitudine, dell’abbandono. Un nuovo esilio per murarci ancora nel nulla. Settantadueore per tenerci isolati, con il nostro tempio di cibo, acqua, medicinali, torce: il reliquiario che testimonierà la nostra caduta. Ormai non si celebra più la vita ma la sua sospensione. Non è una prova di prudenza, è la liturgia della paura. Un rito terroristico vestito … Continua a leggere Settantadueore, per il culto dell’assenza

GLI INTELLETTUALI CON SCAPPELLAMENTO A DESTRA

di Michele Caccamo – Oggi, a Piazza del popolo, anche il cielo sapeva di piombo. Dal blu della bandiera cadevano stelle come croci. La piazza stonava la Pace, calpestava, fino a farli morire, gli ideali. Sul palco gli intellettuali si sono inginocchiati a turno all’orrore del riarmo. A uno a uno, impeccabili e servili. Arrancavano, i reduci degli anni Settanta, con quella grazia stanca di … Continua a leggere GLI INTELLETTUALI CON SCAPPELLAMENTO A DESTRA

Torniamo orfici

di Michele Caccamo La letteratura vive stanca, tra le rovine del fugace, in un tempio profanato. Era il tumulto dell’anima, la penetrazione nel cuore oscuro dell’essere umano. Ora è un ornamento che contiene solo il vuoto. È il dire senza sapere. È il baratto dell’eterno per l’istante; è un peccato che spezza il legame tra l’uomo e l’infinito. Oggi dilaga il contastorie, un mercante, tessitore … Continua a leggere Torniamo orfici

LA LETTERATURA È INVISIBILE

di Michele Caccamo La Letteratura sprofonda nell’inesplorato del visibile e dell’invisibile. È un atto puro, un laser che incide la carne del pensiero. È la coscienza universale che non può essere addomesticata. La Letteratura non è intrattenimento, non è una narrazione docile al tempo, non è un format. È un’azione di disobbedienza che esplode, contamina, inquieta. La Letteratura è resistenza ai compromessi, al consenso popolare; … Continua a leggere LA LETTERATURA È INVISIBILE