Contro la “qualità della vita”

L’equivoco semantico è molto chiaro. Viene chiamata “qualità della vita” ciò che non riguarda la vita, ma il modo in cui viene ingabbiata. Una classifica che indica dove si vive meglio, certifica soltanto il buon funzionamento del sistema. E lo fa con la stessa freddezza di chi valuta una macchina per la velocità, l’efficienza, l’affidabilità del motore. Non si riferisce, certamente, al respiro, ai legami, … Continua a leggere Contro la “qualità della vita”

LA SCELTA

Questo testo nasce all’interno di un progetto in corso, “La mula di Leonardo – meditazioni sulla lentezza”, dedicato alla necessità di liberarsi dall’accelerazione del presente, riavvicinarsi alle origini e riapprendere il linguaggio elementare della natura. Qui offro la mia voce al padre del bosco, immaginandone la meditazione più nascosta. monologo immaginario di Nathan Trevallion “Nel bosco l’anarchia è un clima. Sin dalla prima minuta macchia … Continua a leggere LA SCELTA

Gli haters e il socialismo dell’infelicità

Gli haters non sono pensatori, sono equalizzatori. La loro occupazione principale è riportare tutto a un basso livello. Non studiano, non approfondiscono, ma intervengono su tutto. Fanno parte di quella “legione di imbecilli” che vuole trascinare le eccellenze nel fango. Oggi i social media li hanno forniti di un megafono senza precedenti: piattaforme dove chiunque, anche il più ignorante, può urlare la propria opinione senza … Continua a leggere Gli haters e il socialismo dell’infelicità

Anatomia del consumatore alfabetizzato

Lettera aperta a Giuseppe Cesaro, che torna a fare il “fantasma”. Caro Giuseppe, comprendo il tuo sfogo, lo approvo e lo sottoscrivo. È da anni che i lettori sono diventati clienti, acquirenti seriali, utilizzatori alfabetizzati.   Ormai si acquistano libri soltanto se galleggiano nel brodo delle classifiche, se hanno fascette dorate, slogan da supermercato culturale. Si sceglie sempre lo stesso libro con titoli diversi, con … Continua a leggere Anatomia del consumatore alfabetizzato

NULLA PRECEDE LA MADRE

-di Michele Caccamo- Siamo stati accolti in un corpo che ci ha preceduti, che ci ha fatto spazio; che ci ha contenuti nella sua pienezza. Non vi è idea, relazione, forma, che non tragga origine da quel primo gesto di ricevimento. La madre è ciò che anticipa il linguaggio, dove lei è negata l’identità di disgrega, la civiltà si indebolisce, l’infanzia si svuota. Dove è … Continua a leggere NULLA PRECEDE LA MADRE

Pasqua. Lo Spirito che permane.

La resurrezione è un’irruzione dello Spirito. -di Michele Caccamo- Cristo non fu restituito alla vita biologica, non risorse per rianimare un corpo, ma per rivelare l’invisibile, l’incorruttibile, l’essenza da cui si origina ogni forma. La carne è effimera, transitoria, corruttibile, seducente. Non può essere sottratta all’evento della morte, appartiene alla misura del tempo. L’uomo è consapevole di essere solamente una funzione, per questo crocifigge ciò … Continua a leggere Pasqua. Lo Spirito che permane.

L’arte del sottrarsi

-di Michele Caccamo – Siamo troppo pieni per custodire il profondo, il fragile, l’essenziale. Troppo attraversati da parole, stimoli, richieste. Il mondo ci reclama, ci attira in un vortice che ci strappa dal centro di noi stessi. A volte è necessario fermarsi, riconciliarsi con ciò che siamo. Trovare un modo per tornare a sentire senza dover dire. Serve disarmarsi, restare senza ruoli, senza funzioni. Togliere … Continua a leggere L’arte del sottrarsi

È la tecnica a fondare la crudeltà.

-di Michele Caccamo- La morte, inflitta male, è diventata meno morte. La sentenza di Venezia apre un abisso. Non solo per ciò che afferma ma per ciò che disegna, ovvero l’idea che si possa uccidere senza superare il confine. È stata creata una distinzione tra gesto e intenzione. Come se l’inesperienza potesse disinnescare la crudeltà. Secondo i giudici l’assassino non aveva competenza, non voleva far … Continua a leggere È la tecnica a fondare la crudeltà.

Scrivere è pregare.

Il romanzo come atto mistico – di Michele Caccamo – Non si arriva a Dio per spiegazione ma attraverso un denudamento. Allo stesso modo, non si arriva al senso autentico di un romanzo tramite la trama ma attraverso il suono del suo linguaggio. Viviamo in un tempo in cui, alla narrativa, si chiede di essere una struttura, un arco, un percorso, una funzione. Tutto deve … Continua a leggere Scrivere è pregare.

Settantadueore, per il culto dell’assenza

di Michele Caccamo – Hanno tracciato il tempo della solitudine, dell’abbandono. Un nuovo esilio per murarci ancora nel nulla. Settantadueore per tenerci isolati, con il nostro tempio di cibo, acqua, medicinali, torce: il reliquiario che testimonierà la nostra caduta. Ormai non si celebra più la vita ma la sua sospensione. Non è una prova di prudenza, è la liturgia della paura. Un rito terroristico vestito … Continua a leggere Settantadueore, per il culto dell’assenza