Jesus carries a large wooden cross while surrounded by soldiers and onlookers. Photo by Paolo Pellegrin.

ASPETTANDO LA PASQUA

Gerusalemme- Al-Aqsa ha i cancelli chiusi. I fedeli celebrano l’Eid al-Fitr inginocchiati sull’asfalto. Aspettano, come me nell’orto, di notte, con la faccia nella terra.   Entrambi sappiamo cosa significhi sudare sangue. Novemilacinquecento prigionieri. Trecentocinquanta bambini. Li tengono nelle celle, e pochi torneranno. Le madri aspettano fuori. A Silwan, dentro questa città, hanno cacciato quindici famiglie dalle case. Per fare spazio. Qui fanno sempre spazio, per … Continua a leggere ASPETTANDO LA PASQUA

Man with crown of thorns pinned under stones, illuminated by a beam of divine light.

ASPETTANDO LA PASQUA

Hebron- I miei antenati stanno lì sotto e sopra c’è il lucchetto. Sulla grotta hanno costruito una moschea e l’hanno tagliata in due. Metà a chi prega. Metà a chi ha sparato. Ventinove morti. L’hanno chiusa. Dentro è buio e ormai non prega nessuno. Abramo ha pagato per questo posto. Argento pesato moneta per moneta. Lo ha fatto per poter seppellire Sara. Il primo pezzo … Continua a leggere ASPETTANDO LA PASQUA

“Per sempre sì”. Purtroppo.

Cominciamo da un cavallo. Un animale nobile e bellissimo, il più scolpito nell’immaginario umano: da Messina a Dumančić, a Géricault. E poi c’è Bocelli, che pensa che il cavallo lo elevi, senza capire che è lui ad abbassare il cavallo. Usare il sublime come scenografia è un atto di esproprio, così come trasformare un animale sacro in fondale televisivo è irriverenza. Quello che abbiamo visto … Continua a leggere “Per sempre sì”. Purtroppo.

Pasqua. Lo Spirito che permane.

La resurrezione è un’irruzione dello Spirito. -di Michele Caccamo- Cristo non fu restituito alla vita biologica, non risorse per rianimare un corpo, ma per rivelare l’invisibile, l’incorruttibile, l’essenza da cui si origina ogni forma. La carne è effimera, transitoria, corruttibile, seducente. Non può essere sottratta all’evento della morte, appartiene alla misura del tempo. L’uomo è consapevole di essere solamente una funzione, per questo crocifigge ciò … Continua a leggere Pasqua. Lo Spirito che permane.

Scrivere è pregare.

Il romanzo come atto mistico – di Michele Caccamo – Non si arriva a Dio per spiegazione ma attraverso un denudamento. Allo stesso modo, non si arriva al senso autentico di un romanzo tramite la trama ma attraverso il suono del suo linguaggio. Viviamo in un tempo in cui, alla narrativa, si chiede di essere una struttura, un arco, un percorso, una funzione. Tutto deve … Continua a leggere Scrivere è pregare.

Settantadueore, per il culto dell’assenza

di Michele Caccamo – Hanno tracciato il tempo della solitudine, dell’abbandono. Un nuovo esilio per murarci ancora nel nulla. Settantadueore per tenerci isolati, con il nostro tempio di cibo, acqua, medicinali, torce: il reliquiario che testimonierà la nostra caduta. Ormai non si celebra più la vita ma la sua sospensione. Non è una prova di prudenza, è la liturgia della paura. Un rito terroristico vestito … Continua a leggere Settantadueore, per il culto dell’assenza

Torniamo orfici

di Michele Caccamo La letteratura vive stanca, tra le rovine del fugace, in un tempio profanato. Era il tumulto dell’anima, la penetrazione nel cuore oscuro dell’essere umano. Ora è un ornamento che contiene solo il vuoto. È il dire senza sapere. È il baratto dell’eterno per l’istante; è un peccato che spezza il legame tra l’uomo e l’infinito. Oggi dilaga il contastorie, un mercante, tessitore … Continua a leggere Torniamo orfici

LA LETTERATURA È INVISIBILE

di Michele Caccamo La Letteratura sprofonda nell’inesplorato del visibile e dell’invisibile. È un atto puro, un laser che incide la carne del pensiero. È la coscienza universale che non può essere addomesticata. La Letteratura non è intrattenimento, non è una narrazione docile al tempo, non è un format. È un’azione di disobbedienza che esplode, contamina, inquieta. La Letteratura è resistenza ai compromessi, al consenso popolare; … Continua a leggere LA LETTERATURA È INVISIBILE

BATTISTI E PANELLA: LA CONVERSIONE DELLA CANZONETTA

  E non davvero a portata di mano, ma in nessun luogo ha scelto di rifugiare i verbi: per darci da piangere o da ridere, o ancora meglio la possibilità di escluderci da questa realtà; per arrivare fino ai tempi più lontani, inibiti all’accesso della comune immaginazione, quelli che lacerano le nostre lampade vitali, e anche premono per giungerci nelle costole, o in mezzo agli … Continua a leggere BATTISTI E PANELLA: LA CONVERSIONE DELLA CANZONETTA