La resurrezione è un’irruzione dello Spirito.
-di Michele Caccamo-
Cristo non fu restituito alla vita biologica, non risorse per rianimare un corpo, ma per rivelare l’invisibile, l’incorruttibile, l’essenza da cui si origina ogni forma. La carne è effimera, transitoria, corruttibile, seducente. Non può essere sottratta all’evento della morte, appartiene alla misura del tempo. L’uomo è consapevole di essere solamente una funzione, per questo crocifigge ciò che sfugge al suo dominio, rendendo così visibile il rifiuto della bontà divina.
La Croce è la negazione di Dio, il tentativo umano di ucciderlo. Eppure, in questo paradosso si svela l’inaudito: lo Spirito non è mai carne e mai si spegne.
La crocifissione non è la consegna di un uomo trafitto ma il trionfo dell’Essere. Perché proprio in quella sofferenza si è avuto l’avvento del Sacro, la trasfigurazione del castigo, lo splendore dell’informe.
Pasqua non è un giorno, non è memoria di un prodigio, ma un invito al risveglio.
In quest’epoca che venera la velocità al posto del mistero, la superficie al posto della profondità, il ritorno dello Spirito, seppur discreto e impercettibile, deve avvenire senza riserve.
Dobbiamo intendere la resurrezione non come un premio ma come una scelta, comprendendo che non ci sarà carne che ritorna ma Spirito che permane.
Cristo vive, non sopra di noi, ma in noi.
Buona Pasqua.
Scopri di più da michele caccamo
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
