La sera che Gaio Chiocchio non pianse, neanche per il dolore.

Ha camminato la sua vita a culo indietro, come volesse tornare verso l’origine: e infilarsi di nuovo nelle acque della pancia, nel guscio dorato della protezione. Gaio Chiocchio aspettava la sera, per nascere. A quanti gli dicevano “torna a casa” ripeteva che non dovevano considerare un capriccio la sua assenza, perché lui era adatto per i baci del vento, e che nella notte recitava le … Continua a leggere La sera che Gaio Chiocchio non pianse, neanche per il dolore.

Fiorella de la mancha -La Mannoia, la combattente-.

È come trovarla accanto alle pale dei mulini, alle nostre volontà consumate.  Siamo uomini stanchi. Ci scendono nelle carni le ortiche, e le pietre cadono come fossero gridi mortali: la nostra vita piange per assuefazione al dolore: è finita in un universo di solitudini, di esclusioni e di siringhe avvelenate. Noi siamo soltanto uomini in guerra, dove sarà mai la fine? Lei lo sa che … Continua a leggere Fiorella de la mancha -La Mannoia, la combattente-.

Lettera tardiva a Mia Martini

Potessi aspetterei duemila o più di tremila anni pur di poterti cercare. Per poterti chiedere come sei poi riuscita a levarti di dosso la polvere dell’ostilità umana. Per chiederti come adesso vedi gli asini e gli sciocchi: proprio quelli che hanno pianto quando sei partita, quelli che ti hanno creduta Donna illegittima; proprio quelli che ti hanno riempita di amaro le narici e le vene; … Continua a leggere Lettera tardiva a Mia Martini

La canzone civile e senza prudenze di Claudio Baglioni

In qualche strato del globo ci saranno pure gli “esploratori del futuro”, a fare i garzoni per separare le rocce profane e, per come chiedeva Evtusenko, a rendere più illuminato il racconto umano: la nostra essenza, lo sappiamo, è una conca piena di semi e pure in questo buio ha una bella fioritura; una grafia inimmaginabile in questa vita, che dolorosamente reggiamo. E allora la … Continua a leggere La canzone civile e senza prudenze di Claudio Baglioni

Lettera a Susanna Schimperna (a proposito di Cattivi Pensieri)

Cara Susanna, nel tuo manuale di studio, “Cattivi Pensieri”, hai raccolto ogni particella viva, che fosse eletta o dannata, per elaborare la più completa e ragionata anatomia dell’esistente; e ritengo eccelsa la tua capacità di qualificazione ed elevazione dell’Io-Essenza. Sono fondamentali, per una rapida comprensione, i distinguo che fai tra percezione e realtà, tra intimo e pubblico: vi è in questo una rara abilità, necessariamente … Continua a leggere Lettera a Susanna Schimperna (a proposito di Cattivi Pensieri)

C’è dell’acqua torbida, a Nicotera.

Non avevano messo i datteri nella testa del capretto, ma la sufficienza del piombo per un’intera famiglia: quella dei D’Agostino. La ‘ndrangheta quando è spaventata fa così: si mette davanti alle nostre case e traccia solchi di sangue fin dentro al nostro grembo. Fa così quando pretende di ammutolire la ribellione. E Antonio D’Agostino solo a nominarlo, già allora, creava un disturbo: scuro nervoso esattamente … Continua a leggere C’è dell’acqua torbida, a Nicotera.

Dio, io vorrei. (Proposte per il nuovo anno).

Vorrei raccogliere i frammenti dei miei ossicini portati al rogo, per poi far tacere per sempre chi non si è preso cura di me. Vorrei si perdessero le siringhe che ancora mi gonfiano di dolore. Vorrei si perdessero, al primo dispiacere, i cuori freddi e torbidi che mi hanno disconosciuto. Vorrei che l’uomo buono che sono non venisse più abusato. Vorrei che finalmente tu Dio … Continua a leggere Dio, io vorrei. (Proposte per il nuovo anno).

Valentino Alfano, il favolatore di Mina

I laghi sembra partoriscano soltanto nebbia e zanzare, cementino il paesaggio: non si vede né un’onda né un moto impetuoso. Hanno la forma chiusa in una bolla, come volessero tenere fuori le disgrazie del mondo, le ceneri dei nostri corpi. Come volessero mostrare il loro tentativo di splendore, messo in perfetto equilibrio. E così, nel loro cielo, anche le stelle sembra non abbiano trascendenza, anelli … Continua a leggere Valentino Alfano, il favolatore di Mina

I piloti delle stragi (A Nizza, a Berlino. O ad Aleppo).

I cristiani hanno i piedi nella palude, e ogni suolo è davvero poco. C’è una nuova morte che li inchioda alla croce, che anche le campane del mondo hanno il nastro sonoro spaventato. Li fanno sprizzare di rosso ardente con una botta alla schiena, li fanno imbrattare di sangue: ogni loro vita è diventata moribonda e se ne va senza che vi sia stata dichiarata … Continua a leggere I piloti delle stragi (A Nizza, a Berlino. O ad Aleppo).

Gesù, non nascere

Gesù, non nascere. Non ci troveresti. Le ali di Lucifero hanno colmato di buio la nostra terra; hanno avvilito il cielo e sparso da ponente a levante nuvole di piombo e sangue; hanno messo a morire le anime dell’infanzia e chiuso con foglie di cicuta le bocche, che avevi pensato buone per le rivolte. Non ci troveresti, nei sentieri dei pastori, nelle larghe ruote attorno … Continua a leggere Gesù, non nascere