La canzone civile e senza prudenze di Claudio Baglioni

In qualche strato del globo ci saranno pure gli “esploratori del futuro”, a fare i garzoni per separare le rocce profane e, per come chiedeva Evtusenko, a rendere più illuminato il racconto umano: la nostra essenza, lo sappiamo, è una conca piena di semi e pure in questo buio ha una bella fioritura; una grafia inimmaginabile in questa vita, che dolorosamente reggiamo. E allora la … Continua a leggere La canzone civile e senza prudenze di Claudio Baglioni

Lettera a Susanna Schimperna (a proposito di Cattivi Pensieri)

Cara Susanna, nel tuo manuale di studio, “Cattivi Pensieri”, hai raccolto ogni particella viva, che fosse eletta o dannata, per elaborare la più completa e ragionata anatomia dell’esistente; e ritengo eccelsa la tua capacità di qualificazione ed elevazione dell’Io-Essenza. Sono fondamentali, per una rapida comprensione, i distinguo che fai tra percezione e realtà, tra intimo e pubblico: vi è in questo una rara abilità, necessariamente … Continua a leggere Lettera a Susanna Schimperna (a proposito di Cattivi Pensieri)

C’è dell’acqua torbida, a Nicotera.

Non avevano messo i datteri nella testa del capretto, ma la sufficienza del piombo per un’intera famiglia: quella dei D’Agostino. La ‘ndrangheta quando è spaventata fa così: si mette davanti alle nostre case e traccia solchi di sangue fin dentro al nostro grembo. Fa così quando pretende di ammutolire la ribellione. E Antonio D’Agostino solo a nominarlo, già allora, creava un disturbo: scuro nervoso esattamente … Continua a leggere C’è dell’acqua torbida, a Nicotera.

Dio, io vorrei. (Proposte per il nuovo anno).

Vorrei raccogliere i frammenti dei miei ossicini portati al rogo, per poi far tacere per sempre chi non si è preso cura di me. Vorrei si perdessero le siringhe che ancora mi gonfiano di dolore. Vorrei si perdessero, al primo dispiacere, i cuori freddi e torbidi che mi hanno disconosciuto. Vorrei che l’uomo buono che sono non venisse più abusato. Vorrei che finalmente tu Dio … Continua a leggere Dio, io vorrei. (Proposte per il nuovo anno).

Valentino Alfano, il favolatore di Mina

I laghi sembra partoriscano soltanto nebbia e zanzare, cementino il paesaggio: non si vede né un’onda né un moto impetuoso. Hanno la forma chiusa in una bolla, come volessero tenere fuori le disgrazie del mondo, le ceneri dei nostri corpi. Come volessero mostrare il loro tentativo di splendore, messo in perfetto equilibrio. E così, nel loro cielo, anche le stelle sembra non abbiano trascendenza, anelli … Continua a leggere Valentino Alfano, il favolatore di Mina

I piloti delle stragi (A Nizza, a Berlino. O ad Aleppo).

I cristiani hanno i piedi nella palude, e ogni suolo è davvero poco. C’è una nuova morte che li inchioda alla croce, che anche le campane del mondo hanno il nastro sonoro spaventato. Li fanno sprizzare di rosso ardente con una botta alla schiena, li fanno imbrattare di sangue: ogni loro vita è diventata moribonda e se ne va senza che vi sia stata dichiarata … Continua a leggere I piloti delle stragi (A Nizza, a Berlino. O ad Aleppo).

Gesù, non nascere

Gesù, non nascere. Non ci troveresti. Le ali di Lucifero hanno colmato di buio la nostra terra; hanno avvilito il cielo e sparso da ponente a levante nuvole di piombo e sangue; hanno messo a morire le anime dell’infanzia e chiuso con foglie di cicuta le bocche, che avevi pensato buone per le rivolte. Non ci troveresti, nei sentieri dei pastori, nelle larghe ruote attorno … Continua a leggere Gesù, non nascere

Dio è un’interconnessione operosa (o la supplica di un Cristiano)

Fratello mio, ciò che è tuo mi appartiene, perché proviene dalla pianta dell’unisono; perché anche io l’ho, nel mio futuro probabile, la tua matrice divina. Tu senza toccarmi sei le mie mani e la mia pelle. Tu sei il mio bacio, la mia carne lacerata,  sei il mio numero successivo, la radice o la fionda di partenza. Tu sei quella fascia nell’orizzonte che intende custodirmi, … Continua a leggere Dio è un’interconnessione operosa (o la supplica di un Cristiano)

Il seno della Madonna

Siamo impauriti, come fossimo degli uccelli in mezzo alla neve. E non riusciamo a guardare né verso la tenebra né verso la luce. E già vivendo pensiamo a quando metteremo i fiori e i calici d’argento nello scrigno dei nostri resti. E allora esistiamo come non ci fossero più gioie per noi, e aspettiamo di ricevere le ostie sante, fossero in un santo monastero. Ci … Continua a leggere Il seno della Madonna

E gli bucherei a sassate la testa (per affiliare la Calabria all’onore)

Ecco, ve li offro i miei prigionieri della tristezza: quegli uomini comuni che rimangono pazienti in attesa del Paradiso, o dell’Inferno che sia. Da questa parte della terra la luna ha un lavoro consueto: cade in mezzo alla notte aprendosi chiara e straziante, come volesse mettere un gioiello, un giglio per l’eterno nei paesi; come volesse dare la parola alle strade. C’è anche qualcuno che … Continua a leggere E gli bucherei a sassate la testa (per affiliare la Calabria all’onore)