Hebron-
I miei antenati stanno lì sotto e sopra c’è il lucchetto.
Sulla grotta hanno costruito una moschea e l’hanno tagliata in due. Metà a chi prega. Metà a chi ha sparato. Ventinove morti.
L’hanno chiusa. Dentro è buio e ormai non prega nessuno.
Abramo ha pagato per questo posto. Argento pesato moneta per moneta. Lo ha fatto per poter seppellire Sara.
Il primo pezzo di terra comprato nella storia è una tomba.
Cammino per Hebron e trovo una città spaccata.
Ci sono strade dove i palestinesi non possono camminare. I morti possono andare dove vogliono. Io ci metto i piedi, nessuno mi ferma.
Abramo ha chiesto il permesso di piangere i suoi morti.
A questi, i coloni sparano addosso quando chiedono il permesso di vivere.
Ho detto amate i vostri nemici, ma sapevo che non l’avreste fatto. Il sangue vi piace, la vendetta vi piace. Anche i miei apostoli litigavano per un posto a tavola nell’ultima cena. Oggi siete seduti tutti allo stesso banchetto: i Presidenti, i Ministri, i Generali, il popolo. Quelli che firmano e quelli che obbediscono. Continuate a mangiare uno accanto all’altro, vendendo armi, accettando vilmente le guerre. Non avete mai finito di spartirvi il massacro.
Mi avete messo sulla croce a guardarvi.
Io credevo che il mio sangue avrebbe lavato qualcosa nelle vostre coscienze, che dopo di me avreste smesso.
Duemila anni e continuate ad ammazzare.
Avete imparato, unicamente, a sigillare la misericordia e la memoria dei sepolti.
Io cosa vuol dire stare sotto una pietra chiusa. L’ho saputo dal di dentro. Tre giorni.
Oggi, in Palestina, le pietre non le sposta nessuno.
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